Io non so mica se ho fatto una cosa tanto furba, a cominciare a scrivere dei fatti miei, qui.
Perche' mi porto dietro praticamente da sempre l'impressione di non avere molto da dire, di mio, su di me.
Mi colpisce la naturalezza con cui la gente racconta i fatti propri, anche quelli piu' minuti, quotidiani. Che possono essere piu' o meno interessanti, ma intanto ne scrivono. A volte il solo fatto di scriverne bene li rende piacevoli da leggere.
Non so, e' un inghippo.
Ogni tanto mi viene in mente qualcosa di cui vorrei scrivere, ma poi scatta una specie di autocensura: il pensiero viene accantonato, e alla fine me ne dimentico.
Deve essere questione di autostima. Se e' rasoterra, se non si trova niente di bello o interessante in se stessi e nella propria vita, e' piuttosto difficile che se ne voglia parlare. Ma forse anche questo dipende dalle abitudini. Ho trovato blog di gente che non fa altro che lamentarsi, di tutto e di tutti, che si piange addosso, che fa la vittima, oppure che racconta le proprie disgrazie.
Sara' che io fin da quando ero un'adolescente sono stata quella che ascoltava, che capiva, che aiutava, sara' che quando si e' trattato di passare dall'altra parte, di parlare di me, di chiedere consiglio e aiuto, ho visto persone amiche da anni sparire in un lampo... forse e' una sorta di reazione pavloviana: deve esserci in me, da qualche parte, la convinzione, cementata dalle esperienze, che se parlo di me la gente sparisce. Mi rendo conto che e' una convinzione assurda: in fondo molta gente, nel corso del tempo, mi ha parlato di se' e io non sono mica scappata via. E tuttavia la forza dell'abitudine e' potente.
Quando ho deciso di resuscitare questo blog che sembrava morto, avevo una vaga idea di provare a contrastare questa tendenza. Non sapevo quanto fosse complicato, pero'. Io sono una di quelle persone che quando devono descriversi - nei profili, per esempio - sono colte dal panico, che quando devono scegliere un nick che le rappresenti, esitano, che quando devono rispondere alla domanda "come va?", rispondono "va" o non rispondono affatto.
Quindi... quindi non so. Non so nemmeno perche' ho scritto questo post. Quasi quasi lo cancello.
Perche' mi porto dietro praticamente da sempre l'impressione di non avere molto da dire, di mio, su di me.
Mi colpisce la naturalezza con cui la gente racconta i fatti propri, anche quelli piu' minuti, quotidiani. Che possono essere piu' o meno interessanti, ma intanto ne scrivono. A volte il solo fatto di scriverne bene li rende piacevoli da leggere.
Non so, e' un inghippo.
Ogni tanto mi viene in mente qualcosa di cui vorrei scrivere, ma poi scatta una specie di autocensura: il pensiero viene accantonato, e alla fine me ne dimentico.
Deve essere questione di autostima. Se e' rasoterra, se non si trova niente di bello o interessante in se stessi e nella propria vita, e' piuttosto difficile che se ne voglia parlare. Ma forse anche questo dipende dalle abitudini. Ho trovato blog di gente che non fa altro che lamentarsi, di tutto e di tutti, che si piange addosso, che fa la vittima, oppure che racconta le proprie disgrazie.
Sara' che io fin da quando ero un'adolescente sono stata quella che ascoltava, che capiva, che aiutava, sara' che quando si e' trattato di passare dall'altra parte, di parlare di me, di chiedere consiglio e aiuto, ho visto persone amiche da anni sparire in un lampo... forse e' una sorta di reazione pavloviana: deve esserci in me, da qualche parte, la convinzione, cementata dalle esperienze, che se parlo di me la gente sparisce. Mi rendo conto che e' una convinzione assurda: in fondo molta gente, nel corso del tempo, mi ha parlato di se' e io non sono mica scappata via. E tuttavia la forza dell'abitudine e' potente.
Quando ho deciso di resuscitare questo blog che sembrava morto, avevo una vaga idea di provare a contrastare questa tendenza. Non sapevo quanto fosse complicato, pero'. Io sono una di quelle persone che quando devono descriversi - nei profili, per esempio - sono colte dal panico, che quando devono scegliere un nick che le rappresenti, esitano, che quando devono rispondere alla domanda "come va?", rispondono "va" o non rispondono affatto.
Quindi... quindi non so. Non so nemmeno perche' ho scritto questo post. Quasi quasi lo cancello.
upuaut @ 00:15 | commenti (2)(popup) | commenti (2)






