[Brani tratti da L'arte della gioia di Goliarda Sapienza]
Il male sta nelle parole che la tradizione ha voluto assolute, nei significati snaturati che le parole continuano a rivestire. Mentiva la parola amore, esattamente come la parola morte. Mentivano molte parole, mentivano quasi tutte.Bisogna periodicamente allontanarsi da qualsiasi luogo dove la consuetudine ha ucciso l'obiettivita'.
Mai rifiutarsi di vedere i lati sgradevoli della vita; non conoscendoli la realta' li ingigantisce nella fantasia trasformandoli in incubi incontrollabili.
- E come dovrei amarti, Carlo? In silenzio, lasciandomi adorare come una statua?
- Ma l'amore e' mistero, silenzio. In silenzio io ti veneravo. Mi bastava guardarti per essere felice giorni e giorni. Non avevo bisogno di parlare. L'amore e' un miracolo, e come tale...
- L'amore non e' un miracolo, Carlo, e' un'arte, un mestiere, un esercizio della mente e dei sensi come un altro. Come suonare uno strumento, ballare, costruire un tavolo.
- Tu intendi dire il sesso.
- Ma non e' amore il sesso? L'amore e il sesso sono figli l'uno dell'altro. L'amore senza sesso che cosa e'? Una venerazione di statue, di madonne. Il sesso senza amore che cosa e'? Una battaglia di organi genitali e basta.
- Ma tu allora neghi la sostanza immateriale dell'amore? Neghi la sua spontaneita', e il fatto che piu' nasce spontaneo, piu' e' autentico, puro, miracoloso.
- Ma Carlo, anche tu come i tuoi compagni a Catania: "L'ascetismo del popolo russo, la sacralita' della classe operaia, il martirologio del proletariato, la natura come Dio, l'artista come Dio". Com'e' possibile?
- Che c'entra tutto questo?
- C'entra invece, perche' fra i tuoi compagni ho trovato soltanto malcelata aspirazione alla santita' e vocazione al martirio. O la ferocia del dogma per nascondere la paura della ricerca, della sperimentazione, della scoperta, della fluidita' della vita.
Ecco cos'era quella paura che per poco non aveva scambiato per nostalgia di Beatrice e perfino di Argentovivo. No, non le rimpiangeva, rimpiangeva solo un modo di vita cosi' a lungo impresso nelle sue emozioni, che non poteva mutare da un'ora all'altra. Doveva accettare quella paura, e piano piano abituarsi a quella solitudine che ormai, era chiaro, portava con se' la parola liberta'.
Carmine ha ragione: si puo' distogliere gli occhi e restare padroni di se'. Con quella parola amore cauti s'ha da essere, trappola che la natura apposta fra l'erbe piu' profumate dove anche gli animali piu' astuti possono cadere.
Le cose non dette marciscono dentro di noi.
Quella parola amore aveva delle scadenze improrogabili e certe come la nascita e la morte, e si doveva accettarla con la consapevolezza di non sapere perche' c'era, quando e come e dove avveniva, e verso quali spiagge brulle o prati verdi ci avrebbe sospinti.
Non ti basterebbe pensare che ti e' capitato di essere al mondo per farmi piu' ricca, per darmi la gioia di tenerti fra le braccia?






